I Dieci Megagiochi che mi sono Megapiaciuti nel 2025

Nella foresta pluviale le giornate sono lunghe. Non mi aspettavo una vita di agi, nessuno ha cercato di indorarmi la pillola quando il professor Wolfswinkel mi ha proposto questo viaggio di ricerca. L’università è un mondo di iene, se davvero si vuole tentare di restarci dentro bisogna conficcare i canini nella preda e non lasciarla andare per nessun motivo al mondo, nemmeno se altri predatori – o assegnisti – hanno nel frattempo conficcato i loro canini in te.

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Cyberpunk 2077 – Futuro anteriore

Non sono mai stato in America, non ho mai attraversato giungle di grattacieli dell’estremo Oriente, ma almeno ho potuto slogarmi un po’ il collo nella City londinese e a oggi resta il mio unico riferimento nel mondo reale per una delle attività prevalenti del mio vagare per Night City: alzare lo sguardo verso l’alto e sbalordirmi per le altezze di palazzi colossali, con cubature illusorie ma comunque in grado di scatenare fantasie di spazi nel mio cervellino così poco architettonico. Cyberpunk è stato tante cose diverse e forse è destinato a essere molto di più, ma per gran parte del tempo, almeno per me, è stata l’occasione per esplorare la migliore città mai realizzata per un videogioco. E non è poco.

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I Dieci Megagiochi che mi sono Megapiaciuti nel 2024

– Maestro, siete qui?

– Non illuderti. Resterò poco, Pulce.

– A Pulce manca il Maestro.

– Tornerò, ma non è ancora tempo. Occupati dei preparativi. Candele, grimorio, Bake Rolls.

– Ci sono solo quelli pomodoro e olive.

– NOOO!

– Ma, Maestro–

– Taci! Vengo una volta all’anno e non mi fai trovare i Bake Rolls sour cream & onion? Pulce, sei inutile!

– …

– Dai, non piangere. Vieni qui. Anche tu mi sei mancato.

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I Dieci Megagiochi che mi sono Megapiaciuti nel 2023

Mammia mia, quanta polvere, quante ragnatele! Mi servirebbe un cryptoswiffer per farmi largo tra le rovine archeologiche del Videotipo. Non è incuria, lo giuro, è solo che esco dall’anno più impegnativo della mia vita e all’orizzonte non sembra ci siano periodi più placidi: il tempo per scrivere per diletto è un lusso straordinario. In ogni caso, un momento una volta all’anno per fare il punto e scrivere i miei Dieci Megagiochi non me lo negherò credo e spero mai. Fatemi accendere il deumidificatore e incominciamo.

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I Dieci Megagiochi che mi sono Megapiaciuti nel 2022

Un lunghissimo anno di silenzio. Cioè, che poi a guardare le date è meno, ma per me quello che conta è che prima di questo pezzo ci sono soltanto i Megagiochi dell’anno prima. Ne sono successe di cose lontano dalla e intorno alla tastiera e a ripensarci e a rifare i conti questo iato non è mai stato frutto di pigrizia: ogni minuto che avrei potuto dedicare al Videotipo è stato dedicato al carbone di questa locomotiva, i videogiochi. No, quindi, non mi sono abbruttito scrollando qualche social cinese mentre lasciavo andare in sottofondo una partita di Coppa Italia, anzi mi sono dedicato a un anno di giochi esplorativo e sperimentale come non mai, galvanizzato da un 2021 videoludicamente insuperabile che mi ha permesso di divertirmi davvero, nel suo senso primario di “volgere altrove”. Poco gaming per appagare, per consolare, per compensare. Niente fraintendimenti: per quanto scritto così possa fare brutto, non considero per nulla queste funzioni sconvenienti quando si ragiona su questo hobby. Tutti abbiamo provato la gioia dell’escapismo, il piacere di poter caricare quel salvataggio denso di significato un martedì sera piovoso di un mese che non sembra finire mai e, per carità, il mondo si baci i gomiti al pensiero che esistono persone come noi, che riescono a fare pace con l’universo caricando un software su un PC anziché dedicarsi ai più variopinti “divertimenti”, appunto.

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I Dieci Megagiochi che mi sono Megapiaciuti nel 2021

Quinto anno di Megagiochi.

Come il villanello che riede, nel petto più stanco che nei piedi, alla misera dimora, nido di conforto, e alzato lo sguardo al cielo, leggendo nel niveo nembo il segno della stagione nuova, sente poi l’anima più lieve nel contare con lo sguardo le fascine accumulate, il Videotipo accarezza sulla mensola mentale del 2021 gli eletti giochi eterei e si prepara all’istate seminando bytes.

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Trine 4 – L’unione fa la forza

Diverse volte, arrivati a una certa ora, Mastro Geppetto e io ci siamo bloccati in Trine 4. Certo, con i boss, ma anche semplicemente in certi punti dei tanti livelli variopinti che compongono il gioco. La cosa bella, però, era la certezza che non fosse mai colpa di sviluppatori troppo sadici e che l’idea più sensata fosse sempre salutarsi e darsi appuntamento alla volta successiva, quando, con un cervello meno strapazzato, nella maggior parte dei casi non sarebbe stato un problema superare l’ostacolo. Ora come ora credo proprio che sia questa una delle caratteristiche che definiscono un buon puzzle: rompicapo equilibrati, che non richiedono masturbazioni cerebrali eccessive, ma soprattutto mente lucida e spirito di osservazione.

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Control – Perkele!

Buongiorno professoressa,

le allego il mio portfolio per il compito “Forme e moduli nell’arte contemporanea. Ricorsività e stravaganze nella costruzione di uno stile individuale”. Come può facilmente vedere, sono decine di screenshot del recente videogioco di Remedy, Control. Durante le vacanze di Natale io ho fatto questo. Ah, secondo me il titolo del compito confonde, non si capisce niente. Non può chiederci delle cose normali?

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Shadowrun: Dragonfall – Spätkaufs & Dragons

Anche se questo videogioco è un isometrico, riesco a immaginarmela davvero l’espressione assorta dell’uomo rimasto isolato per anni nel laboratorio di ingegneria genetica. Sta guardando l’episodio finale, il settimo, di un’assurda serie fantasy di infima qualità. Ha passato gli ultimi tre anni a guardare le sei puntate precedenti, l’unico intrattenimento a sua disposizione mentre sopravviveva mangiando organi umani artificiali, con la sola compagnia di un pugno di droni. Philip ora può uscire se vuole, ormai ho posto fine a un lockdown assolutamente inutile e revocabile in qualunque momento – se fosse importato a qualcuno – ma non lo farà. Ormai è andato oltre, non appartiene più al mondo esterno, al mondo prima del lockdown.

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Nier: Automata – Fanservice

Mi è capitato più volte di sibilare tra i denti “giapponesi…” mentre le scene animate spesso assurde, spesso involontariamente comiche di Automata lampeggiavamo intermittenti davanti a me e credo di non aver mai giocato a nulla di così stereotipatamente nipponico, appunto, eppure non solo mi ritrovo qui a scriverne, ma lo dico fin da subito: mi è pure piaciuto.

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